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 entriamo in sintonia: da gruppo  f.b.........

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SOCI FONDATORI :

 

 

 · Sig.ra Genna Vincenza Maria - Responsabile Personale Mensa Agenti Polizia Penitenziaria Bologna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANCHE I GIOVANI HANNO UN ANIMA SENSIBILE:AL GRIDO DI  FORZA RAGAZZI!!!:::: TUTTI INSIEME UNIAMOCI PER UN MONDO MIGLIORE: ENTRIAMO IN SINTONIA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il sito " Entriamo in Sintonia "presenta la storia del piccolo christian cialona. sosteniamo la famiglia cialona

 

 

Christian è un meraviglioso bambino di 6 anni affetto da una grave Leucodistrofia, la malattia di Pelizaeus-Merzbacher. Si tratta di una malattia genetica e il caso specifico del piccolo è rarissimo,Christian non parla, ha difficoltà motorie, non è in grado di stare seduto autonomamente nè di camminare.Il suo calvario è iniziato quando aveva ancora 5 mesi; i suoi genitori si sono rivolti a svariati medici per accertamenti ,visite specialistiche e risonanze.Nei vari ospedali presso i quali il bambino è stato trattenuto la diagnosi era Paralisi cerebrale infantile e l'unica soluzione sarebbe stata quella di ricorrere alla fisioterapia. Le condizioni di Christian non miglioravano, così nel settembre del 2008l decisero di trasferirsi inizialmente in Canada e poi in California e dopo alcuni mesi sono tristemente venuti a conoscenza della patologia di cui era affetto il piccolo. In Italia e nel resto,del mondo, allo stato attuale non ci sono cure.
Questa è una storia vera,che sta affliggendo la vita di un'intera famiglia,costretta a spostarsi continuamente alla ricerca di un centro che sia in grado di offrire il più adeguato trattamento sanitario per questa creatura.
E per inseguire un sogno, i suoi genitori sono stati costretti a lasciare i rispettivi posti di lavoro.

Facciamoci sentire vicini a loro quantomeno col pensiero.

E' una storia che punta al cuore di tutti noi.

 

 

 

 

Morire Di FIBROMIALGIA, lettera di addio di Fabián, malato di fibromialgia, 28 anni,molta la disperazione del dolore e l'incomprensione decise di morire di fibromialgia" che non suicidarsi le Nostre condoglianze alla sua famiglia, fibroamigosunidos starà al vostro lato, intraprendendo tutto quello che questo nelle nostre mani, affinché mai più qualcosa possa succedere così.
che nostro figlio Fabi trovi la pace che qui non ottenne e ci guidi nella nostra lotta contro queste terribili ingiustizie delle quali faccio principali responsabili alla sanità pubblica, ed ad una gra maggioranza di medici che dimenticano con troppa frequenza il giuramento ippocratico.
Gaspar, padre di Fabián)

TUTTI SIAMO FABI!!!!!!!!!!!!!!!!!

fibroamigosunidos in lotta contro tanta ingiustizia ed incomprensione che nessuno si trovi mai più in solitudine, qui staremo affinché quello non succeda

riposa in pace Fabián tutti siamo Fabi!
un bacio là dove stia che assicurazione per qualcuno tanto dolce come tuo sarà

 

 

 

 

 

 

 

Niente pullman per disabili
e la classe non va in gita

In tutta la Liguria non esiste un mezzo che possa ospitare una carrozzina

 

Niente pullman per disabili e la classe non va in gita

Non c'è un pullman turistico adatto a portare un disabile in gita scolastica. In tutta la Liguria e nel Basso Piemonte non si trova un autobus attrezzato con una piattaforma, in grado di far salire la stessa carrozzella con la quale una tredicenne ogni giorno raggiunge la sua scuola media di Sestri Ponente, collocata in un vicolo poco agevole, ma per fortuna realizzata senza barriere architettoniche. Nella sua classe è stata cancellata la gita di fine anno scolastico, quella di tre giorni, e si rischia di annullare anche quella di un solo giorno.

In passato nessuno aveva pensato a questo problema. Gli anni scorsi l'alunna è stata portata in braccio sul pullman, seduta su un normale sedile e la sua carrozzina è stata piegata nel bagagliaio. "Adesso, tutte le ditte consultate ci hanno detto che in caso di incidente, la ragazzina non sarebbe coperta da assicurazione", precisa, amareggiata, una professoressa. Non c'è autista disposto ad assumersi la responsabilità di trasportarla a bordo di un mezzo non idoneo. E la scuola non ha alcuna intenzione di andare contro la legge. D'altra parte, dal '91 la normativa per il trasporto disabili è restrittiva: gli autobus quantomeno devono essere dotati di bloccaggio della carrozzina al pavimento del mezzo.

In prima battuta la classe ha annullato la gita di 3 giorni, alla quale invece parteciperanno tutte le altre terze della stessa scuola. C'è di più: i 21 alunni rischiano di vedersi cancellata anche quella di un solo giorno, verso la quale i professori hanno ripiegato per non escludere la disabile. "Si stanno valutando le alternative - si limita a dire, una mamma, coordinatrice di classe, alla quale negli scorsi giorni è stata data comunicazione, per passarla a tutti gli altri genitori - ma potrebbe saltare anche questa". I professori, però, prendono in considerazione altre mete: una località vicina delle Riviere, oppure Milano, Torino o Parma, comunque raggiungibili in treno.

Nell'era del digitale, dell'Ipad e dei treni senza guidatore, l'impossibilità di trovare un mezzo idoneo per gli handicappati, indigna non poco e il consiglio di classe ha chiesto alla preside, di sollecitare l'intervento della Consulta Handicap di Genova. Giacomo Piombo, il segretario, ha biasimato il caso durante una riunione tenuta negli scorsi giorni in Comune, in cui si è parlato di aiuti ai disabili. È stato chiesto un mezzo speciale all'Amt, ma l'azienda comunale possiede due "Pollicino", pulmini da 10 posti, che nel momento in cui ospitano una carrozzella, scendono a sei.

Roberto Pozzar, che dirige il Settore Handicap della Direzione Scolastica Regionale, dice: "Si ripensi alla gita, si cerchi un luogo raggiungibile con altri mezzi". Piombo, comunque, non ha esitazioni: "La scuola cerchi un autobus a Milano, a Roma o in capo al mondo, ma non può partire ed escludere la ragazzina". Ipotesi peraltro neppure sfiorata dai docenti. Che ripetono: "Piuttosto, cancelliamo la gita".

Notizie

Maxi-taglio alla sanità MARGHIGIANA NEL 2012

27.04.2011 00:30
  Maxi-taglio alla sanità marchigiana: nel 2012 40 milioni in meno L'assessore Mezzolani: “Si conferma la necessità di proseguire il percorso di riforme previste dal Piano sanitario regionale che, anzi, ora si rendono ancor più necessarie per assicurare qualità del servizio ed evitare il...

LA STORIA Se lo Stato non assiste

11.04.2011 03:04
Una signora romana affetta da Sla in stadio avanzato non chiede l'eutanasia ma l'assistenza per andare avanti. Ma le istituzioni sono assenti e i suoi ex colleghi si tassano per pagarle le cure. La battaglia della figlia per obbligare la Asl a provvedere di CARLO CHIANURA L'ex calciatore Stefano...

Da Beike biotechnology ecco le ultime novità nel campo delle biotecnologie

11.04.2011 00:17
  Essendo una compagnia all’avanguardia nel campo delle biotecnologie e della medicina rigenerativa, Beike si dedica allo sviluppo di tecnologie e protocolli per trattamenti sicuri ed efficaci che utilizzano cellule staminali adulte, con particolare attenzione alle cellule derivate da cordone...

Un sogno (im)possibile (presentazione)

10.04.2011 21:43
    Mi presento Mi chiamo Marina Cometto, sono mamma da 37 anni di una creatura con disabilità, in tutti questi anni ho imparato, gioito, sofferto, organizzato, amato, “ingoiato bocconi amari” nella considerazione che tutto ciò facesse parte di una “vita diversa” come la società...

Denuncia sanitaria 23/02/2011

10.04.2011 20:36
Virtualmente tutte le donne incinta negli Stati Uniti hanno la SCM. Fra questi metalli vi sono alcuni metalli banditi a partire dagli anni settanta, così come altri usati per prodotti comuni come pentole antiaderenti, cibi raffinati e prodotti per la cura del corpo. Un nuovo studio evidenzia per la...

Inaugurazione del sito

10.04.2011 20:04
Oggi è stato inaugurato il nostro nuovo sito.   il sito di laura vanzani  entriamo in sintonia per dare voce a tutti quelli che soffrono di patologie rare e che non sono riconosciute dallo stato senza dare aiuti a famiglie che soffrono.

 

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine, è vivere, sfogliarli a caso, è sognare...
sergio cialona papa' del piccolo christian aiutiamolo tutti cliccate su f.b. alla pagina tutti assieme per il piccolo christian vi prego anticipatamente vi ringrazio
 laura vanzani domenico marigliano.

cliccate sul link vi portera' direttamente sulla pagina del gruppo di f.b. grazie ancora per la vostra generosita'.

http://www.facebook.com/home.php#!/group.php?gid=286899490416

 

Come in Italia, dove più indagini rivelano i disagi delle famiglie e dei pazienti affetti dal malattie rare, anche in Inghilterra il quadro non è roseo. A darne un’idea è una ricerca compiuta tra i malati dall’Organizzazione Malattie Rare UK (RDUK). I problemi sono quelli che conosciamo anche noi, ritardi nella diagnosi e diagnosi errate, assistenza poco coordinata che obbliga a girare da un ospedale all’altro (uno su 4 dichiara di essere stato in almeno 3 o 4 cliniche), oltre alla mancanza di terapie. Il 46 per cento delle persone affette da malattie rare in Inghilterra ha dovuto attendere oltre un anno prima di ricevere la diagnosi definitiva, una percentuale identica ha ricevuto almeno una volta nella vita una diagnosi sbagliata. Ma poi ci sono anche quelli che hanno aspettato 5 o anche 10 anni prima di dare un nome al male che affliggeva se stessi o i propri figli. A dare notizia di questa ricerca inglese è l’ultima newsletter di Eurordis, in gran parte dedicata ai temi dell’assistenza poiché questo sarà il tema della ormai prossima giornata della malattie rare che si terrà il 28 febbraio 2011. Il rapporto si chiama “Esperienze di Malattie Rare: Uno Sguardo nella Vita dei Malati e delle loro Famiglie”, è il primo di questo tipo mai fatto in UK, ed è stato inviato dalla RDUK agli oltre 600 membri aderenti, in gran parte associazioni, che lo hanno sottoposto ai propri iscritti. Alla fine sono stati ricevuti 570 questionari che investono un totale di 119 patologie rare. “Ciò che è più preoccupante – commenta Stephen Nutt del RDUK - è che la maggior parte delle persone che hanno risposto è in contatto con le associazioni dei malati e molti ricevono servizi specialistici per la loro malattia. Ci sono probabilmente molti altri malati che sono completamente persi nel sistema e che non ricevono sostegno. Temo che, in realtà, la situazione possa essere anche peggiore di quella che lo studio ha evidenziato”. Un dubbio legittimo se si considera che tra coloro che hanno risposto – tutti in contatto con una qualche organizzazione – il 45 per cento dichiara di non conoscere un centro specialistico per la propria malattia, il 52 per cento sente di non aver ricevuto informazioni adeguate dopo la diagnosi e il 37 per cento dice di non aver nessuno a cui riferirsi per porre domande sulla malattia. Per chi non ha un punto di riferimento nelle associazioni, senza parlare poi di chi è ancora alla ricerca di una diagnosi, la situazione potrebbe essere ancora peggiore. Essendo il tema della Giornata delle Malattie Rare 2011 “Le Malattie Rare e le Disparità Sanitarie”, lo studio svolto da RDUK non poteva essere più pertinente. Le esperienze dei malati e delle famiglie con la diagnosi, ad esempio, variano ampiamente e aumentano le preoccupazioni sulla parità di accesso e di trattamento nelle diverse regioni del Paese; una preoccupazione che se trasposta alla realtà italiana è assolutamente valida viste le tante diversità normative e assistenziali tra regione e regione. “I risultati dell’indagine di RDUK – commenta Alastair Kent, Direttore di RDUK - mettono in evidenza la necessità di una strategia coordinata in tutto il Regno Unito che riguardi la diagnosi, il trattamento e la ricerca nell’ambito delle malattie rare. Si tratta di una questione molto importante da affrontare, i malati e le famiglie non dovrebbero trovarsi di fronte ad un livello iniquo di cure da parte del servizio sanitario nazionale solo perché hanno la sfortuna di vivere con una condizione rara”. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, intesa come il numero di caso presenti presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita. In UE la soglia è fissata a allo 0,05% della popolazione, ossia 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7.000 e le 8.000, ma è una cifra che cresce con l’avanzare della scienza e in particolare con i progressi della ricerca genetica. Stiamo dunque parlando non di pochi malati ma di milioni di persone in Italia e addirittura decine di milioni in tutta Europa. Secondo la rete Orphanet Italia nel nostro paese sono 2 milioni le persone affette da malattie rare e il 70 per cento sono bambini in età pediatrica. Vista la mancanza di un’univoca definizione esauriente a livello internazionale ci sono diverse liste di malattie rare: National Organization for Rare Disorder (NORD) Office of Rare Diseases Orphanet propone una lista di circa 5.000 nomi, sinonimi compresi, di patologie rare in ordine alfabetico. In Italia l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. L’elenco comprende attualmente 583 patologie. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dal decreto 279/2001. Cosa sono le malattie rare Autore: Ilaria Ciancaleoni Bartoli, 17 Mag 2010 Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, ovvero il numero di caso presenti in un dato momento in una data popolazione, non supera una determinata soglia. Nell’Unione Europea (Programma d'azione Comunitario sulle malattie rare 1999-2003) questa soglia è fissata a allo 0,05% della popolazione, ossia 1 caso su 2.000 abitanti: l’Italia si attiene a tale definizione. Altri paesi adottano parametri leggermente diversi, negli Usa ad esempio una malattia è considerata rara quando non supera la soglia dello 0.08%. La legge giapponese, invece, definisce rara una patologia che comprende meno di 50.000 casi (4/10.000) in Giappone. Molte patologie sono però molto più rare, arrivando appena a una frequenza dello 0,001%, cioè un caso ogni 100.000 persone. La bassa prevalenza non significa però che le persone con malattia rara siano poche. Si parla infatti di un fenomeno che colpisce milioni di persone in Italia e addirittura decine di milioni in tutta Europa. Del resto, il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7.000 e le 8.000, ma è una cifra che cresce con l’avanzare della scienza e in particolare con i progressi della ricerca genetica. Infatti la maggioranza di queste malattie hanno origine genetica e sono identificabili per un difetto dell'acido nucleico. Attualmente esistono diverse liste di malattie rare, che si discostano a causa della mancanza di un’univoca definizione esauriente a livello internazionale. Eccone alcune: National Organization for Rare Disorder (NORD) Office of Rare Diseases Orphanet propone una lista di circa 5.000 nomi, sinonimi compresi, di patologie rare in ordine alfabetico. In Italia l’Istituto Superiore della Sanità su indicazione del Ministero della Sanità ha individuato, con il Decreto ministeriale 279/2001 (Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie) un elenco di malattie rare esenti-ticket. Non tutte le patologie a bassa prevalenza infatti presuppongono l’esonero dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie, ma solamente quelle presenti nell’ elenco allegato al D.M. 279/2001. Il decreto prevede che siano erogate in esenzione tutte le prestazioni appropriate ed efficaci per il trattamento e il monitoraggio della malattia rara accertata e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. In considerazione dell’onerosità e della complessità dell’iter diagnostico per le malattie rare, l’esenzione è estesa anche ad indagini volte all'accertamento delle malattie rare ed alle indagini genetiche sui familiari dell'assistito eventualmente necessarie per la diagnosi di malattia rara di origine genetica. L’elenco comprende attualmente 583 patologie. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dal decreto 279/2001.

 

Notizie Maxi-taglio alla sanità MARGHIGIANA NEL 2012 27.04.2011 00:30 Maxi-taglio alla sanità marchigiana: nel 2012 40 milioni in meno L'assessore Mezzolani: “Si conferma la necessità di proseguire il percorso di riforme previste dal Piano sanitario regionale che, anzi, ora si rendono ancor più necessarie per assicurare qualità del servizio ed evitare il... LA STORIA Se lo Stato non assiste 11.04.2011 03:04 Una signora romana affetta da Sla in stadio avanzato non chiede l'eutanasia ma l'assistenza per andare avanti. Ma le istituzioni sono assenti e i suoi ex colleghi si tassano per pagarle le cure. La battaglia della figlia per obbligare la Asl a provvedere di CARLO CHIANURA L'ex calciatore Stefano... Da Beike biotechnology ecco le ultime novità nel campo delle biotecnologie 11.04.2011 00:17 Essendo una compagnia all’avanguardia nel campo delle biotecnologie e della medicina rigenerativa, Beike si dedica allo sviluppo di tecnologie e protocolli per trattamenti sicuri ed efficaci che utilizzano cellule staminali adulte, con particolare attenzione alle cellule derivate da cordone... Un sogno (im)possibile (presentazione) 10.04.2011 21:43 Mi presento Mi chiamo Marina Cometto, sono mamma da 37 anni di una creatura con disabilità, in tutti questi anni ho imparato, gioito, sofferto, organizzato, amato, “ingoiato bocconi amari” nella considerazione che tutto ciò facesse parte di una “vita diversa” come la società... Denuncia sanitaria 23/02/2011 10.04.2011 20:36 Virtualmente tutte le donne incinta negli Stati Uniti hanno la SCM. Fra questi metalli vi sono alcuni metalli banditi a partire dagli anni settanta, così come altri usati per prodotti comuni come pentole antiaderenti, cibi raffinati e prodotti per la cura del corpo. Un nuovo studio evidenzia per la... Inaugurazione del sito 10.04.2011 20:04

 

LE QUATTRO CANDELE - Una piccola favola per descrivere il nostro impegno.

pubblicata da Laura Vanzani il giorno venerdì 9 luglio 2010 alle ore 0.12
 

Le quattro candele , bruciando, si consumano lentamente.

Il luogo era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione.

La prima diceva : " IO SONO LA PACE " ma , gli uomini non riescono a mantenermi , penso proprio che non mi resti altro da fare che spengermi . Così fu e , a poco a poco la candela si lasciò spengere completamente.

La seconda disse : " IO SONO LA FEDE " : Purtroppo non servo a nulla : Gli uomini non ne vogliono sapere di me , non ha senso che io resti accesa . Appena ebbe terminato di parlare , una leggera brezza soffiò su di lei e la spense. A sua volta la terza candela disse : "IO SONO L'AMORE " . Non ho forza per continuare a rimanere accesa . Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza: Essi odiano perfino coloro che più amano : i loro famigliari . E senza attendere oltre , la candela si lasciò spengere. Inaspettatamente ... un bambino in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente . Impaurito per la semi oscurità disse : " Ma cosa fate ! Voi dovete rimanere accese , io ho paura del buio !!! " E così dicendo scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela , impietositasi disse " IO SONO LA SPERANZA " . Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime il bimbo prese la CANDELA della SPERANZA e riaccese tutte le altre.

CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE ... e che ciascuno di noi possa essere lo strumento , come quel bambino , capace in ogni momento di riaccendere con la SPERANZA : la PACE , la FEDE e l'AMORE !

 

( Il mio Grazie più sentito all' ' Amica Maria Luisa IACOPONI per avermi messo tra le mani questo scritto da Lei trovato non sò dove . )


 

 

un aiuto alla nostra patria con tanti mali e con le persone giuste tutto questo si puo' cambiare. domenico marigliano Laura Vanzani SOLO L'UNIONE FA? LA FORZA - ENTRIAMO IN SINTONIA e TUTTI INSIEME , dal NORD al SUD ,e dalle ISOLE , PRENDIAMOCI PER MANO E UNIAMO LA NOSTRA VOCE IN UN SOLO CORO !

"Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap!!" - RICORDIAMOLO a certe persone - ** CONDIVIDIMI **

 

 

 

Se non ti alzi in piedi per difendere i diritti di tutte le persone, allora chi è il vero storpio? 

Il tuo atteggiamento nei confronti delle persone affette da disabilità può essere il nostro più grande handicap"

 

Tone Wone

 

 

Morire Di FIBROMIALGIA, lettera di addio di Fabián, malato di fibromialgia, 28 anni,molta la disperazione del dolore e l'incomprensione decise di morire di fibromialgia" che non suicidarsi le Nostre condoglianze alla sua famiglia, fibroamigosunidos starà al vostro lato, intraprendendo tutto quello che questo nelle nostre mani, affinché mai più qualcosa possa succedere così.
che nostro figlio Fabi trovi la pace che qui non ottenne e ci guidi nella nostra lotta contro queste terribili ingiustizie delle quali faccio principali responsabili alla sanità pubblica, ed ad una gra maggioranza di medici che dimenticano con troppa frequenza il giuramento ippocratico.
Gaspar, padre di Fabián)

TUTTI SIAMO FABI!!!!!!!!!!!!!!!!!

fibroamigosunidos in lotta contro tanta ingiustizia ed incomprensione che nessuno si trovi mai più in solitudine, qui staremo affinché quello non succeda

riposa in pace Fabián tutti siamo Fabi!
un bacio là dove stia che assicurazione per qualcuno tanto dolce come tuo sarà

 

 

 

 

(ANSA) - MILANO, 12 APR - Vivere con qualcuno che soffre per una malattia rara sconvolge l'economia domestica: una famiglia su tre, a causa delle spese mediche necessarie ad accudire il proprio caro, scende sotto la soglia della poverta', stimata in 15 mila euro l'anno per l'intero nucleo famigliare. I restanti due terzi o si avvicinano di molto a questa soglia, oppure vengono comunque messi in forte difficolta' economica. E' quanto emerge da uno studio presentato oggi a Milano all'Istituto neurologico Besta.
 

 

 

Oltre 1000 euro al mese per cure e trasferte

Ben più di mille euro al mese per assistere il proprio caro malato, affrontando spesso lunghi viaggi della speranza lontano da casa. E così una famiglia italiana su 3 alle prese con una patologia rara è ridotta alla povertà, e una su 5 si indebita. Da pagare ci sono vere e proprie odissee da un centro all'altro, se si pensa che in quasi un quinto dei casi la diagnosi giusta è arrivata dopo oltre 10 anni.

Sono alcuni dei dati emersi dalla prima 'fotografia' delle problematiche socio-economiche degli italiani con malattie rare, presentata oggi a Milano durante il convegno 'Costi sociali e bisogni assistenziali nelle malattie rare', promosso dalla Fondazione Irccs Istituto neurologico Carlo Besta che ricovera ogni anno più di 2.200 pazienti 'orfani'. Complessivamente, sono oltre un milione gli italiani che convivono con una delle circa 6 mila patologie rare finora censite.

La ricerca ha coinvolto attraverso questionari ad hoc 500 persone con una malattia rara e le loro famiglie. "Il 50-55% dei pazienti - spiegano Amedeo Spagnolo e Simone Montagnoli dell'Isfol, ex Ias di Roma - sviluppa la malattia in eta' pediatrica, e in particolare il 37% durante la prima infanzia. Spesso la patologia viene addirittura diagnosticata alla nascita (alterazioni genetiche)", ma "oltre il 50% dei pazienti ha ricevuto la diagnosi più di un anno dopo l'inizio della sintomatologia, e nel 18% dei casi si e' arrivati a più di 10 anni per la corretta diagnosi. Il 35% dei pazienti in precedenza ha ricevuto altre diagnosi, e nel 37% di questi casi più di 10 differenti diagnosi".

Ma come vivono le famiglie che si prendono cura di un 'malato raro'? Il 16% di quelle che hanno risposto ai questionari e' sotto la soglia di povertà, e un altro 19% è comunque sulla soglia di povertà (35% in tutto).

Se a soffrire è un bimbo, 2 volte su 5 i genitori fanno fatica sul lavoro e alcuni sono addirittura costretti a interrompere la loro attività per assistere il figlio. Sulle famiglie, risulta quindi dalla ricerca, incombe lo spettro dell'indebitamento: il 20% dichiara di avere avuto bisogno di aiuti finanziari. Mediamente, infatti, una famiglia su 4 spende più di 500 euro al mese per l'assistenza e cifre molto superiori a 500 euro per spese di trasferta.